Straziami ma di cinema e tv saziami

Dopo un poker d'assi come Ratatouille, Wall-E, Up e Toy Story 3, la creatività filosofica della Pixar ha voluto prendersi una pausa e lanciarsi a tuta velocità in un sequel di puro intrattenimento e colori, senza però dimenticare il proprio marchio di fabbrica. Esce mercoledì 23 giugno la pellicola Cars 2, ecco qui di seguito la mia recensione.
Poche volte capita che un sequel è migliore del precedente e Cars 2 fa parte di quella piccola nicchia d'eccezioni. Dopo il primo capitolo del 2005, la Pixar Animation ritorna sulla pista e sulle gare da corsa, lasciando da parte la cultura racing prettamente americana e dedicandosi a una storia più internazionale e avvincente.
Saetta McQueen e Cricchetto lasciano il loro piccolo paesino per andare a scoprire il mondo delle corse. Dall'estremo oriente, fino al cuore dell'Europa (Italia, Francia e Inghilterra) la nuova squadra se la dovrà vedere con piloti di alto rango, in particolar modo con la Ferrari di Formula 1 Francesco Bernouilli (omaggio al made in Italy a quattro ruote). Lo sfarzo e il colore non sono i palcoscenici più usuali per Saetta McQueen e soci, in particolar modo per Cricchetto che collezionerà solo brutte figure davanti agli occhi del mondo. L'ingenuo carro attrezzi sarà anche coinvolto in una spy story in perfetto stile inglese, non appena sarà arruolato dai servizi segreti britannici per compiere una difficile missione.
Già perché le corse in giro per il mondo non sono altro che il miglior palcoscenico per un piano diabolico: screditare da parte una misteriosa figura la benzina biologica Allinoil, che alimenta le macchine da corsa, a favore del monopolio della benzina. In modo del tutto non convenzionale, Cricchetto sarà l'agente segreto arruolato dall'intelligence britannica per risolvere lo spinoso caso, grazie anche all'aiuto delle sofisticate attrezzature dategli e alla collaborazione di due colleghi, una Porsche e un Aston Martin degli anni '60.
Cars 2 è una voluta pellicola d'intrattenimento e divertimento, sfarzosa, spettacolare e visivamente degna della Pixar. La trama pur essendo esile e lineare si segue con gusto e l'elemento "spy" da un respiro internazionale alla pellicola stessa. Le sequenze spettacolari dei Gran Prix si alternano in maniera perfetta con ciò che succede all'esterno, con l'aggiunta di trovate originali e divertenti. Se visivamente tutto è perfetto, come consuetudine della Pixar, delude invece il supporto 3D che non aggiunge niente alla pellicola, come troppo spesso sta succedendo per il nuovo supporto stereoscopico legato all'animazione.
Il nuovo film della Pixar è quindi uno show di circa un'ora e mezza che non vanta pretese e non punta in alto, vuole solo far divertire e trasmettere concetti in modo semplice. Se vi aspettate l'ennesimo capolavoro targato Pixar allora rimarrete delusi, ma non è l'approccio ideale per un film del genere. A tutto gas Saetta McQueen e soprattutto Cricchetto, il vero protagonista, vincono ancora e più di prima.
Ecco qui sotto una nuova clip del film, per vedere altri filmati cliccate qui.
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alle 10:04
marco
il mio commmento è perchè mio cugino mi aveva detto che questo gioco è bello